Come proteggere le pubblicazioni sul web


Pubblicare online è diventata un’attività quotidiana per molti: una foto sui social, articoli sul blog, grafiche, video, testi creativi e chi più ne ha, più ne metta!

Si tratta di progettare e realizzare idee che richiedono del tempo (molto a volte) e una buona dose di creatività.

La rete offre visibilità e opportunità, ma porta con sé anche dei rischi, ovvero che il nostro lavoro venga copiato, riutilizzato o diffuso senza permesso.

Nel 2020 ho pubblicato un articolo dal titolo “Come difendersi quando copiano un tuo contenuto” che spiega nel dettaglio come verificare periodicamente se qualcuno ci copia e come intervenire legalmente. E’ ancora un articolo attuale, che ti invito a leggere se ti interessa, che contiene i principali strumenti giuridici utilizzabili in caso di violazione.

Con questo nuovo articolo ho voluto aggiornare il tema analizzando la più recente e rilevante normativa e giurisprudenza, italiana ed europea, per individuare degli strumenti tecnici utili a far desistere i malintenzionati e, in caso di violazione, i più efficaci per una adeguata prova in giudizio del proprio diritto d’autore.

Cosa dice la legge europea

Il legislatore europeo ha affrontato questo delicato tema con la Direttiva 2019/790/UE (DSM) Direttiva 2019/790/UE (Direttiva sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale DSM), rafforzando i diritti degli autori nel complesso e rapido mondo digitale.

In base a questa Direttiva, i prestatori di servizi di condivisione di contenuti online, come le piattaforme social, devono ottenere valide licenze per i contenuti caricati dagli utenti e rimuovere quelli non autorizzati.

Questo tipo di attività non viene fatta a monte e in modo automatico, ma sulla base di reclami motivati da parte degli autori. Una volta avvenuta la segnalazione, le piattaforme devono svolgere le loro verifiche e, se del caso, disabilitare l’accesso o rimuovere i contenuti che violano i diritti d’autore.

Viene anche introdotta l’eccezione per il text and data mining: ovvero le opere possono essere utilizzate a fini di ricerca e per addestrare algoritmi, salvo che l’autore non si opponga (“opt-out”). Ecco spiegato perché alcuni contenuti, anche televisivi, riportano proprio un Disclaimer di opt-out, ovvero una dichiarazione inequivocabile di volersi opporre all’uso dei propri contenuti per l’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale.

Cosa dice la legge italiana

In Italia la legge che tutela le opere dell’ingegno, anche on line, è la legge sul diritto d’autore (L. 633/1941).

Si tratta di una legge molto datata (1941) ma che, negli anni, è stata ritoccata molte volte, proprio per aggiornarla con i cambiamenti repentini del mondo tecnologico e non solo.

In base a questa legge, affinché sorga il diritto d’autore e tutte le tutele conseguenti, non è necessario effettuare alcuna registrazione, domanda o richiesta. L’atto creativo di per sé è condizione valida e sufficiente per far sorgere la tutela.

Chiaramente è necessario essere in grado di provare l’atto creativo, mediante ogni mezzo come vedremo più avanti.

E questo può essere un nodo fondamentale che, in giudizio, può fare la differenza!

Alcune decisioni dei giudici (2020-2025)

Dopo un’approfondita ricerca, vediamo, ora, alcune applicazioni pratiche recenti delle leggi sul diritto d’autore.

Secondo il Tribunale di Milano sentenza n. 5635/2024, se una foto pubblicata online non ha watermark o metadati con nome e data, corre il rischio di poter essere utilizzata liberamente. Quindi se sei un fotografo professionista e vuoi pubblicare le tue foto, è consigliabile ricorrere a questi accorgimenti. Se la foto l’hai scattata al parco senza tante pretese e ti serve solo per descrivere visivamente come hai trascorso la tua domenica pomeriggio sui social o nel tuo articolo del blog, puoi anche farne a meno. A tal proposito, ti segnalo il mio articolo “Come utilizzare legalmente le foto che trovi online” e “Posso usare le foto pubblicate sui social da altri?”

Secondo l’ordinanza della Cassazione n. 1107/2023 un’opera digitale realizzata con l’ausilio di un software può essere protetta, se l’autore ha impegnato un contributo creativo personale. Se, quindi, crei un’opera digitale con un significativo apporto creativo personale, quella foto può esserti attribuita come autore; in caso contrario, può essere considerata come liberamente utilizzabile. Questa sentenza viene spesso, dagli interpreti, estesa anche alle ipotesi di creazione delle immagini con l’intelligenza artificiale. Sul punto puoi leggere “Intelligenza artificiale generativa e proprietà intellettuale: il copyright dei contenuti IA”

Secondo la Corte di Giustizia UE 2021 (VG Bild-Kunst)Corte di Giustizia UE 2021 (VG Bild-Kunst): incorporare (embeddare) un’opera tramite framing (ovvero riproducendo una foto dell’opera in un sito terzo) aggirando misure tecniche di protezione costituisce violazione del diritto d’autore.

La Corte di Giustizia UE, Polonia c. Parlamento UE e Consiglio (C‑401/19, 26 aprile 2022) conferma che le piattaforme devono ottenere autorizzazioni o rimuovere i contenuti non autorizzati, senza però avere l’obbligo di eseguire un monitoraggio generalizzato. Quindi intervengono solo ed esclusivamente su impulso dell’utente interessato.

Il Tribunale Regionale di Amburgo, 27 settembre 2024 ha ritenuto legittimo l’uso di un’immagine protetta per addestrare un modello di IA nell’ambito della ricerca scientifica, riconoscendo la sussistenza dell’eccezione di Text Data Mining consentito dalla Direttiva DSM.

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Principi utili (prendi nota)

Dall’esame delle sentenze e della normativa citata, possiamo quindi riassumere di seguito i principi da tenere bene a mente:

  • Creatività come requisito essenziale – l’atto creativo è requisito necessario e sufficiente per far sorgere la tutela offerta dal diritto d’autore ma, in caso di contestazione, è importante dare la prova dell’atto creativo. 
  • Fotografie semplici e watermark – le foto prive di creatività sono protette come diritti connessi e la tutela dipende dall’indicazione del nome, della data e del titolare all’interno dell’immagine (metadati o watermark). 
  • Responsabilità delle piattaforme – i gestori di piattaforme devono attivarsi per ottenere licenze o rimuovere contenuti non autorizzati. Non devono però imporre filtri generalizzati ma devono offrire strumenti di reclamo a chi ne abbia interesse.
  • Framing e embed – incorporare contenuti tramite embedding o framing senza il consenso dell’autore, soprattutto quando si aggirano misure di protezione, costituisce un illecito. Chi gestisce un blog deve quindi evitare di incorporare foto da altri siti, soprattutto quando sono presenti misure anti‑download.
  • Eccezioni per ricerca e IA – la direttiva DSM prevede eccezioni per text and data mining; la sentenza di Amburgo 2024 mostra che l’uso di fotografie per addestrare IA può rientrare in queste eccezioni quando il fine è scientifico e non commerciale. Gli autori che non vogliono che le loro opere siano utilizzate per addestrare IA devono esprimere un “opt out” esplicito.

Strumenti tecnici per proteggere le tue opere

Esaminate le leggi e le sentenze ed estrapolati i principi base, cerchiamo allora di ricavare un vademecum delle possibili misure tecniche da adottare per ottenere una concreta ed efficace tutela, che permetta di essere il più possibile inattaccabili in caso di contenzioso.

  • Watermark e metadati: inserisci sempre il tuo nome e la data negli scatti. Un watermark visibile scoraggia i furti, uno invisibile (digitale) serve come prova legale.
  • Protezione tecnica (Digital Rights Management): Blocca download e hotlinking. Se qualcuno aggira queste misure, commette un illecito.
  • Licenze chiare: Specifica se e come i tuoi contenuti possono essere usati (ad es. licenze Creative Commons).
  • Deposito e marcatura temporale: Non è obbligatorio, ma depositare un’opera (SIAE, EUIPO per modelli, o time-stamp digitale) ti dà una prova forte di data e paternità.
  • Notice & take-down: Se scopri un uso non autorizzato, segnala subito alle piattaforme: hanno l’obbligo di rimuovere i contenuti (art. 17 DSM).
  • Opt-out per l’intelligenza artificiale: Vuoi evitare che le tue opere siano usate per addestrare algoritmi? Usa etichette “machine-readable” (come *noAI* nei metadati) o clausole esplicite nelle licenze.

Se tutte queste misure non sono state sufficienti o se hai subìto una violazione di un tuo diritto d’autore, puoi prenotare una prima consulenza per trovare una soluzione al tuo problema, cliccando sul pulsante qui sotto.


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