L’oblio è un diritto di cui spesso si sente parlare e, letteralmente, significa il diritto ad essere dimenticati. Ma dimenticati da chi? Se pensiamo all’era digitale e a tutte le tracce lasciate sul nostro conto nel corso del tempo su Social Network, Forum, testate giornalistiche e siti, comprendiamo facilmente che, per sua natura, internet registra ogni cosa e mantiene le informazioni all’infinito. Si dice, appunto, che il web non dimentica mai!
Il diritto ad essere dimenticati si innesta a pennello proprio in questo contesto: internet non dimentica mai ma le persone possono avere interesse che uno o più dati sul loro conto non siano più visibili o rintracciabili online.
Non mi riferisco a dati errati, perchè in quel caso è sempre possibile chiedere subito una correzione, ma intendo dati o notizie che sono formalmente corretti, ma sui quali vi è un interesse a cancellarli o renderli non facilmente rintracciabili perché obsoleti, irrilevanti o eccessivi.
Il diritto all’oblio, come diritto alla cancellazione dei dati non graditi, è riconosciuto come fondamentale della persona umana ma, come tutti i diritti, non sono quasi mai assoluti e incontrano delle limitazioni.
Ad esempio il diritto di cronaca potrebbe prevalere sul diritto all’oblio, perché entrambi sono diritti costituzionalmente garantiti sui quali occorre fare un attento bilanciamento dei reciproci interessi. Il diritto di cronaca risponde all’esigenza di informare la collettività sulle vicende di loro interesse.
Anche il diritto alla libera espressione del proprio pensiero può essere un valido limite al diritto all’oblio.
Come gestire la propria reputazione online?
La gestione della reputazione è un lavoro di forze tra la parte legale, e l’intervento di un reputation manager. La collaborazione attiva con Media Gessica Garbo svolge un ruolo fondamentale nell’assicurare che la tua reputazione e identità siano in linea con la realtà.
Nel contesto del diritto all’oblio, viene effettuata un’analisi approfondita, conosciuta come audit reputazionale, di tutto ciò che gli utenti possono scoprire su di te non solo su Google, ma su tutti i motori di ricerca web, social network e siti aggregatori.
Questa analisi ti aiuta a comprendere (a volte prevenire se svolto prima e per tempo) quali informazioni emergono dalla ricerca e a identificare i risultati specifici e le azioni da intraprendere per migliorare la tua immagine. In qualità di reputation manager, l’applicazione del diritto all’oblio può richiedere l’attenzione e la collaborazione di un partner legale, in modo da garantire la conformità alle leggi e ai regolamenti specifici. In tal modo, è possibile effettuare richieste o adottare attività adeguate per gestire le ricerche e migliorare la situazione.
Come intervenire legalmente (caso di studio)
A tal proposito cito brevemente un un caso del quale mi sono occupata direttamente un pò di tempo fa; si trattava di una persona che ha scoperto che – digitando il proprio nome e cognome su Google, in prima pagina e come secondo risultato di ricerca – compariva il trafiletto di un giornale locale nel quale veniva associato ad una indagine che riguardava un proprio conoscente della quale, però, è sempre rimasto estraneo.
Naturalmente la notizia era estremamente lesiva dell’immagine di quella persona ed era necessario intervenire per eliminarla, cosa che siamo riusciti a fare (se vuoi saperne di più leggi il provvedimento del Garante che ne è scaturito).
In questo caso il diritto di cronaca si era già ben esaurito ma l’interessato riceveva pregiudizio dal trascinarsi di una notizia risalente a molti anni fa e della quale, peraltro, è poi rimasto completamente estraneo.
Ecco che in questo contesto la richiesta di cancellazione della notizia è risultato ragionevole e comprensibile, non avendo l’articolo più alcuna altra funzione se non quella di ledere il decoro e la reputazione di questa persona.
Ogni persona ha il diritto di avere una rappresentazione di sè sul web che rispecchi fedelmente sè stessa.
Stefano Rodotà qualificava la legge sulla Privacy come la possibilità per i singoli di potersi proiettare liberamente nel mondo attraverso le proprie informazioni.
Anche le aziende possono avere un interesse simile, ma non essendo persone fisiche, non rientrano propriamente nel diritto all’oblio strettamente inteso. Tuttavia vi sono delle leggi che tutelano anche le aziende da questo punto di vista, come le norme sulla concorrenza sleale, le regole sulla pubblicità comparativa o le norme sulla diffamazione online.


